Pitigliano Toscana Cosa Vedere A Pitigliano In Provincia Di Grosseto

Pitigliano Toscana Cosa Vedere A Pitigliano In Provincia Di Grosseto

Solo recentemente le rovine dell’intera area sommitale del castello sono state consolidate e attrezzate a belvedere, splendida da qua la vista sulla valle. I resti del cassero e delle mura ci testimoniano ancora quale grande, seppur per breve tempo, importanza ebbe Rocchette di Fazio. Le mura, edificate con forma esagonale durante il duecento a difesa del primitivo insediamento del Castello aldobrandesco e una serie di fabbricati tra i quali una cisterna, il Palazzo di Giustizia e il Palazzo Pretorio, sono in più punti ancora riconoscibili. Nei pressi del castello spicca la Pieve di Santa Caterina, attualmente sconsacrata, anch’essa di epoca duecentesca». «Il primo castello è una fortificazione che si presenta sotto forma di ruderi, situata lungo il sentiero che attraversa l’intero insediamento rupestre.

Di particolare importanza sono gli archi dell’Acquedotto Mediceo, la chiesa di Santa Maria, il Duomo del 1400, il castello Orsini e tutto il centro storico. Con l’avvento dei Lorena e con le riforme di cui si fece promotrice la nuova dinastia, vennero profondamente rinnovati i rapporti con le minoranze ebraiche della Toscana. Segno dei tempi nuovi fu la visita compiuta dal Granduca Pietro Leopoldo alla Sinagoga nel 1773, con cui si riconosceva ufficialmente la comunità ebraica di Pitigliano. Leggi come quelle che favorivano il commercio degli ebrei e sancivano la loro uguaglianza con gli altri sudditi, crearono le premesse per la rinascita economica e per l’integrazione con la popolazione locale dopo più di un secolo di ghettizzazione. Il brigantaggio si diffuse prevalentemente nelle campagne, nel corso della seconda metà del secolo, potendo far leva sul malcontento, sulle precarie condizioni economiche conseguenti alle politiche latifondiste e alla malaria che stava iniziando a diffondersi nuovamente. Tuttavia, questo fenomeno non riuscì mai a raggiungere le vaste proporzioni come stava accadendo nell’Italia meridionale, rimanendo piuttosto circoscritto sia in provincia di Grosseto che nell’Alto Lazio.

La parte sommitale, priva di coronamento, presenta ad un angolo, una piccola costruzione in muratura che si eleva oltre l’altezza della torre. Il portoncino d’ingresso, situato ad ovest è costruito in legno protetto da una lamiera irrobustita da grossi chiodi in acciaio a forma di piramide. A destra del portoncino vi è una mattonella color acqua marina con la scritta “Casa che guardi il mare, accogli sempre le persone care e dona loro con sincerità, pace, letizia ed ospitalità”.

Dal punto di vista geofisico, il territorio della provincia di Grosseto è un’area pressoché asismica se si eccettua una lieve attività nelle zone interne che può raggiungere livelli moderati sulle Colline Metallifere, sull’Amiata e nell’Area del Tufo. Le isole, la costa e la pianura maremmana sono caratterizzate da una sismicità irrilevante. Le oscillazioni eustatiche hanno portato i livelli dei corsi d’acqua ai valori attuali; la storia geologica della provincia si completa con la formazione dei depositi alluvionali.

Rappresenta sicuramente uno degli scorci più interessanti del paese e uno dei monumenti di maggiore interesse storico e artistico. Nel ‘700 la struttura venne abbandonata dai frati e la chiesa continuò ad essere frequentata da fedeli devoti della Madonna delle Grazie . I pellegrinaggi diventavano cosa sempre più frequente e questo ha portato la struttura conventuale ed il santuario a diventare come li conosciamo oggi.

  • Nel 1446 i Castellani Domenico d’Andrea e Gherardo di Mariano si proposero di restaurarlo a fini strettamente abitativi.
  • L’attuale costruzione risale al XIII-XIV secolo, ed era munita di un mastio a difesa della porta di accesso, un tempo protetta da un ponte levatoio e da un profondo fossato.
  • A Pitigliano troverai anche diversi monumenti e palazzi storici, testimonianza della storia locale.
  • Divenuto subito luogo di soggiorno per famiglie nobili senesi, dal Trecento in poi divenne la residenza dei Tolomei e dei Piccolomini, che si spartirono il controllo sul castello e sul vicino palazzo situato nella parte centrale del borgo.
  • Di grande interesse è la città di Vetulonia, sulle alture di Castiglione della Pescaia, dove è stato allestito il Museo archeologico per custodire i numerosi reperti provenienti dai vicini scavi; questa città aveva frequenti rapporti commerciali con Populonia, unica città etrusca di mare situata in provincia di Livorno.

La Sinagoga di Pitigliano, sinagoga cinquecentesca, all’interno della quale spiccano l’Aron sulla parete di fondo e la Tevà al centro; sulle pareti sono conservate iscrizioni di versetti biblici mentre in alto si trova il matroneo riservato alle donne. Sotto il tempio ebraico si trovano i locali per il bagno rituale, il suggestivo forno delle azzime, la macelleria kasher, la cantina kasher e la tintoria. La formazione della comunità risale al XVI secolo, ma nell’Ottocento ne comincia il declino.

Alcuni tratti di cortina muraria sono a vista e presentano rivestimento in pietra, riconducibile sia al periodo di costruzione che agli interventi di ristrutturazione di epoca trecentesca. In vari punti le mura sono state incorporate nelle pareti esterne di alcuni edifici del centro; vi sono anche varie soluzioni di continuità nelle parti più ripide e inaccessibili del poggio. In passato, l’accesso al borgo era possibile unicamente attraverso Porta Pisana e Porta Senese». «Il Castello di Montorgiali sorse nel corso del XII secolo come possedimento di una famiglia locale, i conti di Montorgiali, vassalla del ramo di Santa Fiora della famiglia degli Aldobrandeschi. Il primo riferimento al castello e alla corte di cui si ha traccia è una bolla del papa Clemente III risalente al 1188, diretta al vescovo di Grosseto Gualfredo, “quicquid juris habes in https://tuttopitigliano.com/piombino/ castello et curte et districtu Montis Orzalis”. Il complesso fu di proprietà privata fino alla seconda metà del Trecento, quando entrò a far parte della Repubblica di Siena, seguendo le sorti dei vicini castelli.

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